Le giurie della decima edizione di Milano Film Festival

La giuria dei lungometraggi
Daniele Gaglianone
Daniele Gaglianone è nato ad Ancona nel 1966 e vive a Torino dal 1972. Torino è la sua città, lì è cresciuto. L'esperienza più importante per la sua formazione è stata la collaborazione con l'Archivio Cinematografico della Resistenza, presieduto da Paolo Gobetti: “quella è stata un po' la mia scuola”, ricorda. Ha realizzato vari cortometraggi e documentari, fino al 2000 – anno dell’incontro con Gianluca Arcopinto – quando ha realizzato il suo primo lungometraggio come regista, I nostri anni, con il quale è stato selezionato per la Quinzaine des Réalisateurs al Festival di Cannes del 2001. Due anni dopo ha girato Nemmeno il destino, sempre con Arcopinto e questa vota in copruduzione con Pierpaolo Trezzini e la Fandango di Domenico Procacci, che si è inoltre occupata della distribuzione. Il film è stato selezionato alle Giornate degli Autori alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia nel 2004 ed ha vinto il Festival Internazionale di Rotterdam nel gennaio del 2005.
Gabriella Giandelli
Gabriella Giandelli nasce nel 1963 a Milano, dove vive e lavora.
Inizia a pubblicare fumetti nel 1984 sulla rivista Alter Alter e poi Frigidaire, Dolce Vita, Strapazin, L’echo des savanes, Nova Express, Frigobox, Pelure Amére, Le cheval sans tête, Beaux Art, Black.
Ha pubblicato i volumi Interiorae per Coconinopress e Vertige Graphic, Sous les feuilles per Seuil, Silent blanket per Seuil e Sinsentido, Hanno aspettato un po’ e poi se ne sono andate per Mano e Seuil.
Parallelamente svolge attività di illustratrice collaborando a riviste e case editrici: Sole 24 Ore, Einaudi , Condé Nast, Il Manifesto, Seuil, Mondadori, Internazionale, MinimumFax, Feltrinelli, La Repubblica.
Da qualche anno illustra libri per bambini. Con l’editore Mondadori ha creato il personaggio del coniglio Milo che è diventato il protagonista di una serie animata in programmazione in Italia su Rai3 e in Francia su France 5.
Gianfilippo Pedote
Gianfilippo Pedote è nato a Milano, il 23 novembre 1952 ed è produttore per il cinema e la televisione. Ha prodotto film lungometraggi come Fame Chimica, di Paolo Vari e Antonio Bocola; Il Mnemonista, di Paolo Rosa; Tartarughe dal becco d’ascia, di Antonio Syxty; diversi documentari tra cui Sorelle, di Alina Marazzi, La situazione, di Alessandro Piva, Un’ora sola ti vorrei, di Alina Marazzi; cortometraggi come Anima Mundi e Evidence, di Godfrey Reggio con musiche di Philip Glass; Il Pratone Casilino, di Giuseppe Bertolucci; Pompeo, di A. Bocola e P. Vari.
E’ stato regista di alcuni documentari di argomento sociale e per diversi programmi della Rai. E’ stato direttore associato di Fabrica di Benetton (1994/95, direttore Godfrey Reggio) e, nel 1980, co-fondatore del festival Filmmaker, con Silvano Cavatorta.
Prima di allora ha lavorato per 5 anni a Radio Popolare dove è stato responsabile dei programmi. Nel 1997 ha creato un corso audiovisivo al carcere di San Vittore di Milano. Svolge regolarmente attività di insegnamento presso scuole di cinema e d’arte.
La giuria dei cortometraggi
Nel 1982 Fabio Cirifino (fotografia), Paolo Rosa (cinema e arti visive) e Leondardo Sangiorgi (grafica e animazione) hanno fondato Studio Azzurro, un centro per la sperimentazione artistica e la videoproduzione. Nel 1995 si è unito al gruppo Stefano Roveda, esperto di sistemi intrerattivi, come elemento complementare che ha permesso l’arricchimento ulteriore delle differenti personalità artistiche presenti nello studio. L’anima di Studio Azzurro è una sola, ma anima corpi diversi tra loro. È un’anima fatta di persone con differenti pensieri, esperienze, aspirazioni e ruoli, ma tutte contribuiscono a creare un’unica atmosfera creativa. La sua ricerca è finalizzata alla creazione di un "ambiente sensibile" in cui la tecnologia si sposa con la narrazione e la dimensione spaziale; in cui il risultato finale deriva dalle scelte delle singole persone; in cui la relazione tra gli uomini coesiste con la relazione tra l’uomo e le macchine. Gli ambienti interattivi sono supportati da "interfacce naturali" che permettono le interazioni tra il pubblico senza strumenti tecnologici, ma attraverso azioni "naturali" come toccare, calpestare, parlare. Questo consente alle persone di avvicinarsi alla tecnologia in modo naturale; stimola il dialogo e favorisce un’immersione spontanea nell’esperienza sensoriale. Studio Azzurro ha sviluppato la sua ricerca originale non solo nelle sedi classiche di sperimentazione, ma anche nel più tradizione universo artistico, in particolare nelle mostre e nei musei. La ricerca è stata applicata non solo al video, ma anche al cinema, al teatro, alla lirica e alla danza, trovando ogni volta idee narrative e immagini del tutto originali per creare una genuina e visionaria contaminazione di generi. Studio Azzurro ha prodotto molti documentari sul lavoro di diversi artisti, ha svolto un importante ruolo nella scuola e nella formazione, ha prodotto lavori teoretici e ha partecipato a numerosi workshop e seminari, anche come sponsor.
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