Il ritorno di Ciprì e Maresco

Nel 2007 il Milano Film Festival ha dedicato al mondo di Daniele Ciprì e Franco Maresco un omaggio, il più completo mai dedicato al loro cinema. Nel 2009 Maresco torna al Festival portando 20 brevi video realizzati per la televisione dal 1990 a oggi. Una sorpresa per noi e per il pubblico, una serie di video-poesie che punteggiano il programma del festival.
"Berlusconi? Con Cinico Tv io e Ciprì siamo stati tra i primi a prenderlo di mira vent'anni fa. All'inizio del 1990 lo celebrammo con una video-poesia dal titolo A Silvio, interpretata da un Tirone (il Ciclista, ndr) in stato di grazia. Lì c'era già tutto: le mani sulla Sicilia, il controllo delle televisioni, il senso di onnipotenza e perfino la santità... E tutto questo quattro anni prima che il cavalier "Belluscone" decidesse di scendere in campo per impadronirsi di un'Italia già pronta per diventare il paese di merda che è diventato".
(Da un'intervista di Franco Maresco a TVM, Palermo 2009)
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(Estratto da un'intervista a Ciprì e Maresco, daŹ "L'Unità", 26 agosto 2003)
Parlate da sempre di un cinema capace di esprimere uno sguardo morale. Non è che invece voi siete moralisti e basta?
Crediamo che a furia di scandalizzarci per la parola "moralista" si siano perdute cose come il senso del pudore, della vergogna, della misura. Si rimane sgomenti perchè tutto questo è stato smantellato dall'esempio della classe politica, che è probabilmente la più immorale d'Europa, dai programmi televisivi con le famiglie che si scannano. Ci sono generazioni che si sono formate avendo come punto di riferimento proprio la perdita di tutto ciò e lo hanno scambiato per libertà. Se diamo per scontato che per moralista non intendiamo il bacchettone alla Sordi che fa il censore, c'è un moralismo di cui oggi forse ci sarebbe bisogno, che è la capacità di indignarsi, di non rassegnarsi in silenzio, ma di provare schifo per quello che accade. In questo senso sì, siamo moralisti.
È un quadro desolante. Avete davvero un'opinione cos&igrav; bassa degli italiani?
Nutriamo un profondo disprezzo per il popolo italiano. Bisogna smetterla con la retorica del tipo "italiani brava gente". Cosa si può pensare di un popolo che ha scelto di farsi governare da gente come Bossi e Berlusconi? Un paese che ha accettato il lodo Mondadori, Previti, la legge fatta su misura per evitare che il Premier e i suoi accoliti finissero in galera come sarebbe stato giusto. L'italiano è fondamentalmente, dentro di sé, un piccolo mascalzone, che disprezza profondamente chi è onesto perché, come si dice dalle nostre parti, è "babbu", cioé fesso; e invece nutre ammirazione per l'uomo di potere, non importa come l'abbia ottenuto. Berlusconi è ciò che l'italiano medio vorrebbe essere.
Però anche la sinistra...
La grande responsabilità della sinistra è stata quella di preparare il terreno a tutto questo. L'incapacità di riuscire a creare degli anticorpi. Da sempre, è storia, gli italiani si riconoscono nei farabutti. La sinistra non ha avuto la capacità di applicare i valori tradizionali da cui è nata e temendo di rendersi impopolare si è adeguata. Come dimenticare che quasi tutti i politici di sinistra sono stati ospiti del salotto di Maurizio Costanzo - il che significa legittimare anche gran parte dell'orrore televisivo degli ultimi anni. È mancata una sinistra culturalmente solida che fosse capace, a costo di rischiare l'impopolarità, di far passare certi concetti forti.
Sab 12 - ore 23.00 - Parco, Piazza Grande
Gio 17 - ore 16.00 - Teatro Strehler
Frammenti durante il festival:
Ven 11 - ore 24.00 - Parco, Piazza Grande
Sab 12 - ore 17.00 - Teatro Strehler
Sab 12 - ore 20.30 - Teatro Strehler
Dom 13 - ore 21.00 - Parco, Piazza Grande
Lun 14 - Parco, Piazza Grande - ore 22.30, Teatro Strehler Mar 15 - ore 22.30 - Teatro Strehler
Mar 15 - ore 20.30 - Teatro Dal Verme
Gio 17 - ore 20.30 - Teatro Dal Verme
Gio 17 - ore 22.30 - Teatro Dal Verme
Ven 18 - ore 21.00 - Parco, Piazza Grande
Sab 19 - ore 22.30 - Parco, Piazza Grande











