Incontri Italiani Introduzione
I film in programma

Introduzione
"Quando ci incontreremo, cinema italiano?" È seguendo questa domanda che da quest'anno la rassegna Incontri italiani cambia formula e propone un nuovo percorso. Dal 2002 all'anno scorso ad Incontri erano dedicati due pomeriggi, con l'obbligo di presenza dei registi, dove far conoscere tra loro gli autori dei cortometraggi che ci sembravano interessanti per diverse ragioni (narrative/stilistiche/produttive), ma non adatti al concorso internazionale. Se rimangono identiche le ragioni di interesse per mostrare un film, da quest'anno cambia il rapporto con il concorso. Incontri italiani è una sezione non competitiva del festival che vuole essere un laboratorio per esplorare le produzione del nostro paese. L'idea di "incontro" si trasforma in un invito al pubblico a conoscere il cinema italiano più e meno indipendente.
Un cambio fondamentale sta nel fatto che, oltre ai film emersi in selezione, alcune produzioni sono state invitate: sia per integrare l'idea di panoramica, sia per dare più spazio possibile a certo cinema in ambito milanese. Uno dei problemi del cinema indipendente è rendere transitivo un verbo: se i film prima "vengono girati", in seguito bisogna "far girare i film", dunque farli vedere, proiettarli e incontrare il pubblico. Questa, speriamo, è un'occasione per farlo.
La rassegna accoglie più di 20 cortometraggi e, per la prima volta, 3 lungometraggi. La traccia che proviamo a dare è tematica e/o geografica: debole, ma utile per impostare un discorso. I tre lungometraggi, che lavorano in modo eclettico sulla traccia documentaristica, offrono diversi spunti sul rapporto luogo/memoria, dalla Bovisa di Dalle terre di nessuno di Elvio Annese al frammento di storia dell'omosessualità ripercorso da Debora Inguglia in Isola nuda, fino alla Puglia di Murgia 3 episodi di Cosimo Terlizzi. Il documentario, per la possibilità che ha di raccontare lontano dalle narrative ufficiali, ci sembra il territorio più ricco da esplorare.
Nei cortometraggi: due gruppi sono dedicati a due città. "Roma e dintorni" raccoglie alcuni film della capitale, esemplari per il livello produttivo, anche grazie alla Scuola Nazionale di Cinema di cui mostriamo alcune produzioni come L'ultimo spettacolo di Andrea De Sica, e per il ragionamento sulla fiction. "Milano e dintorni" mostra il continuo tentativo di raccontarsi della nostra città che, tra i giovani registi, risulta spesso astratto: da Niente più di questo di Lorenzo Gorini a Olympus di Giovanni Fantoni Modena. Tre gruppi, invece, raccolgono altre produzioni dove ha valore il discorso tematico. "Altre storie" si dedica alla fiction, dal bel lavoro sul campo di Troixieme Charge di Mauro De Fazio a quello sull'attore in Lo zio di Duccio Chiarini con Marco Messeri, fino alla parabola di Caino e Abele di Emanuele Muscolino. L'appuntamento dedicato a "Il fantastico" mostra, inaspettatamente, un lavoro sul genere assente nella produzione ufficiale di lungometraggi, ma presente in quella dei corti: in questo senso, Pathos di Dennis Cabella, Marcello Ercole, Fabio Prati, anche per lo sforzo produttivo, è esemplare (anche in Italia è possibile creare un altro mondo, e non dei più rassicuranti...). Infine, "Altre storie remix" prova la via di film insoliti: se I love Star Wars di Federico Floridi è una commedia su una generazione di spettatori, Cartagine 1932 recupera un filmato d'epoca privato per mostrarci un altro punto di vista, mentre 69 Bites di Marianna Schivardi, con un'attrice persa tra i suoi pensieri e il vero set di un film porno, viene proiettato per la prima volta senza censure e recupera l'impatto di una docufitcion godardiana senza freni e con qualche sorriso.
In questo programma crediamo ci siano le due anime del cinema italiano: quella che nasce dalla produzione e quella che arriva dalla strada, in comune hanno la passione. Se entrambe possono essere presenti a un festival è un peccato che non possano esserlo anche durante l'anno in sala. Certo, è un discorso da dopo festival, che mettiamo in chiusura, ma è una premessa fondamentale di questa rassegna. Ve la offriamo come un prototipo e speriamo corra bene fino a schiantarsi sullo schermo: qualche ora per incontrare il cinema italiano e guardarlo diversamente.
Alessandro Beretta
in collaborazione con












