iscriviti alla newsletter
esterni foto e video Concorso Lungometraggi Concorso Cortometraggi tuttoolmi colpe di stato
home / 2009 / programma per sezioni / tutto olmi



Tutto Olmi Due amici si incontrano, dopo tanto tempo, e non sapevano di vivere nella stessa città. "E tu, cosa ci fai qui?", "ci vediamo una sera di queste".

Ermanno e il Milano Film Festival escono assieme, per una decina di giorni. Perchè Tutto Olmi è fatto di tanti Olmi. E ci vogliono tempo, sale, schermi e altri amici per fare un bell'incontro. Per conoscersi, per scoprire quante cose non sapevamo l'uno dell'altro.

Introduzione
I film in programma

separe2008_0.gif
Introduzione

Prima o poi, i sentieri si incontrano. Nel 1959 Ermanno Olmi, assieme agli amici della Sezione Cinema Edisonvolta, fondata per creare la memoria audiovisiva dell'azienda, tra grandi imprese e duro lavoro quotidiano, sale in alta quota, a filmare la vita di un guardiano di un'imponente diga ai piedi dell'Adamello. Dopo parecchie settimane, torna a valle con un lungometraggio a soggetto, Il tempo si è fermato. Nel 1959 nasce il movimento della nouvelle vague, Fellini sta ultimando La dolce vita mentre Antonioni lavora a L'avventura. Entrambi i film saranno premiati a Cannes nel 1960.

Fellini è uno dei più attenti a notare l'originale punto di vista del giovane talento bergamasco. Tra l'affresco apocalittico felliniano e l'esplorazione dell'incomunicabilità di Antonioni, Olmi si muove in una direzione inedita, contaminando la ricostruzione documentaristica con elementi di finzione, e girando in condizioni estreme con dei non-attori. Semplice forza della realtà, o forza della semplicità.

Olmi racconta storie minime, ridotte all'essenziale. L'epico quotidiano del lavoro, l'umanità definita attraverso il rapporto che ha con la terra madre, intesa sia come spazio sia come alimento, il significato della vita e il rapporto col divino, la purezza dei sentimenti come antidoto alla complessit del mondo contemporaneo.

Con un grande modello: Roberto Rossellini, che sarà persino prodotto da Olmi nel 1963, quando il maestro, per l'ennesima volta nella sua carriera, decide di cambiare le carte in tavola, di rinascere e far rinascere il suo cinema. O il cinema, in generale. Anche Olmi è convinto del potere della televisione, dalla sua capacità innata di "scrivere la storia" parlando un linguaggio semplice, immediato, accessibile a tutti. Tra gli anni Sessanta e i Settanta Olmi gira una grande quantità di programmi per la televisione, tra inchieste, documentari, interviste, intervallate da tormentati film come Durante l'estate o Un certo giorno, in cui centra l'attenzione sulla borghesia, mettendone in luce le contraddizioni morali della classe media.



Pur essendo riconosciuto come un ottimo autore, Olmi non è ancora diventato, per l'opinione pubblica, una colonna portante del cinema italiano. Il suo essersi imbrigliato con la televisione, insieme al suo sembrare "fuori tempo", o meglio, "in un altro tempo", rende ancora la critica sospettosa. Il pubblico, per contro, lo conosce ancora poco.

Tutto cambia nel 1978, quando L'albero degli zoccoli vince la Palma d'Oro a Cannes, e diventa un successo - anche di botteghino - mondiale. Un'epopea contadina girata a Treviglio, con i contadini del luogo, in bergamasco, sembra un suicidio commerciale, oltre che una scelta in controtendenza con il momento pi "caldo" del rapporto tra militanza politica e espressione artistica. All'epoca il film divide la critica, ma incanta il pubblico, da Milano a Los Angeles.

Da allora, Ermanno Olmi ha percorso strade diverse, rimanendo sempre fedele alla sua ricerca, fuori dagli schemi e dai circuiti. Oggi, Olmi ha deciso di non girare più film di finzione e dedicarsi solo ai documentari. Ha rifiutato i "grandi professionisti" del cinema italiano e si fa circondare solo dai giovani "studenti" del suo laboratorio Ipotesi Cinema, fondato negli anni Ottanta e grazie al quale ha dato gli esordi a registi del calibro di Maurizio Zaccaro e Francesca Archibugi.



Il cinema di Ermanno Olmi, come nel 1960 ricordava al mondo come era fatto "il reale", anche oggi non riesce a tirarsene fuori, a rifiutare di guardare le emergenze del mondo, il mutamento del rapporto tra l'essenza dell'uomo e la Terra Madre.

Il Milano Film Festival, dopo tredici anni passati a dare fiducia alle espressioni di un cinema indifferente alle mode momentanee, coraggiosamente legato ai mutamenti e alle trasformazioni, sia del reale sia del linguaggio, dopo aver affermato con forza che il cinema è di tutti, e come tale deve essere offerto al pubblico in uno spazio pubblico, in una piazza, oltre la proiezione, oltre lo stare seduti in sala, uscire e andare a casa pensando al film, dopo tredici anni passati a parlare dei film dopo averli visti... dopo tutto, il Milano Film Festival, prima o poi, doveva incrociare il sentiero umano di Ermanno Olmi.

Come quando due amici si incontrano, dopo tanto tempo, e non sapevano di vivere nella stessa città. "E tu, cosa ci fai qui?", "ci vediamo una sera di queste".

Ecco. Ermanno e il Milano Film Festival escono assieme, per una decina di giorni. Perchè Tutto Olmi è fatto di tanti Olmi. E ci vogliono tempo, sale, schermi e altri amici per fare un bell'incontro. Per conoscersi, per scoprire quante cose non sapevamo l'uno dell'altro.

Ufficialmente, Tutto Olmi è una retrospettiva integrale, che include tutti i lavori per il cinema di Olmi, le trasmissioni televisive, i cortometraggi realizzati durante il periodo alla Edison e i film prodotti da Olmi con la "22 dicembre".

Realizzata grazie al prezioso contributo di Edison, e con la collaborazione della Fondazione Cineteca Nazionale - Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dell'Archivio Nazionale del Cinema di Impresa di Ivrea e della Cineteca di Bologna, Tutto Olmi è un crocevia di ospiti, collaboratori, personalità del mondo della cultura, che interverranno, prima delle proiezioni, a raccontare il loro Olmi. Ufficialmente, Tutto Olmi è Morando Morandini che intervista Ermanno Olmi..

La nella realtà - e quanto è emozionante scrivere la parola "realtà" quando si parla di Olmi - Tutto Olmi è una serie di amici che si incontrano, parlano, guardano film, si confrontano. Una festa, in fondo. Le religioni non hanno mai salvato il mondo, si dice, in Centochiodi. Il cinema nemmeno. Però il cinema è memoria del mondo. E l'ossessione personale di più di 50 di carriera - l'uomo - è un antidoto contro l'aridità di cui si sente ancora, prepotentemente, la necessità.

A cura di Vincenzo Rossini


con il supporto di



in collaborazione con






Si ringrazia per la gentile collaborazione e messa a disposizione dei materiali:

- Fondazione CSC - Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma
- Istituto Luce
- Cineteca di Bologna
- Archivio Nazionale del Cinema d'Impresa - Ivrea
- Teche Rai
- Il Castoro Cinema
- CRT - Centro di Ricerca per il Teatro di Milano
- Mikado
- Fandango
- Bim
- Regione del Veneto - Unità di Progetto Attività Culturali e Spettacolo
- Mediateca Regionale del Veneto
- Cineteca del Friuli


separe2008_0.gif




Bookmark and Share