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Cantando dietro i paraventi Ermanno Olmi

domenica 20 sett, h. 17.30, Teatro Dal Verme

Cantando dietro i paraventi
Singing Behind Screens

Paese/Country: Italy/UK/France
Anno Produzione Film: 2003
Formato/Format: 35mm
Durata/Running Time: 98'
Produzione/Production: Cinema 11 Undici, Rai Cinema Italia, Pierre Grise Production, Lakeshore Entertainment Sbs
Produttore/Producer Lise: Remo Chiappa, Luigi Musini, Roberto Ciccutto
Sceneggiatura/Screenplay: Ermanno Olmi, Luigi Marchione
Montaggio/Editing: Paolo Cottignola
Fotografia/Cinematography: Fabio Olmi
Musica/Music: Han Yong
Cast: Bud Spencer, Jun Ichikawa, Sally Ming Zeo Ni, Camillo Grassi, Makoto Kobayashi, Yang Li Xiang
Distribuzione/Distribution: Mikado


Sinossi / Synopsis

Olmi si spinge fino all'altra parte del pianeta, ma i suoi temi non mutano. Anzi, il suo cinema attraversa una stagione in cui pare che egli possa parlare dei sentimenti assoluti, senza il bisogno di agganci con la realtà contemporanea e senza nemmeno la necessità di mostrare l'apparente soggetto del film. Come, ad esempio, in Cantando dietro i paraventi, dove le gesta della vedova Ching, temibile pirata nella Cina imperiale, vengono filtrate attraverso lo sguardo uno studente che, per caso, si ritrova in un teatrino di secondo ordine, e dove incontra un narratore - il vecchio capitano incarnato nel mitologico corpo di Bud Spencer - che apre e chiude la vicenda. Un gioco di scatole cinesi, dove la natura fittizia del racconto viene esibita dichiaratamente da Olmi come una condizione necessaria. È come se tutto il cinema di Olmi fosse attraversato da un filo - il rapporto con la realtà che viene mostrata - e in base a tale dimensione il film assume ogni volta colori e tempi che possono spingersi, come in questo caso, fino alla fiaba pura.Ê Girato in Montenegro, ha ammaliato i critici pur riscuotendo un successo modesto, forse influenzato dal suo essere completamente fuori dalle mode - se si pensa che i pirati al cinema, nella stagione 2003, sono stati protagonisti grazie al blockbuster con Johnny Depp. Forse, tuttavia, c'è anche un'altro motivo per cui questo film ha destato qualche perplessità: la sua coraggiosissima propensione a parlare di pace, guerra, vendetta e perdono in tempi di feroce cinismo, anche cinematografico. Per questo è una storia che non ha bisogno di assi cartesiani, di definire il tempo e lo spazio, di scene d'azione spettacolari da vendere al pubblico. È un apologo cortese e potente.


Olmi's filmmaking style goes through a stage which seems to allow absolute values to be discussed, without the need to relate to current-time reality or showing the apparent subject of the film. That is the case of Singing Behind Screens, in which each move of the widow of Ching - a dreadful pirate of the imperial China - is filtered through the look of a student who happens to find himself in a small second-rate theatre and meet a narrator - the old captain played by mythical Bud Spencer - who opens and ends the sequence. In this game of Chinese boxes the narration's fictitious nature gets explicitly exhibited by Olmi as a necessary condition. Shot in Montenegro, the film is a courageous and powerful apologue, free of any commercial ties, as well as of narrative conventions. A timeless gem.

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