La Svolta - Donne contro l'ILVA
Valentina D'Amico, Italy, MiniDV, 2010, 60'
dom 12 sett, h. 16.00, Parco Sempione - Area Colpe



Regista/Director: Valentina D'Amico
Paese/Country:Italy
Anno Produzione Film: 2010
Formato/Format: MiniDV
Durata/Running Time: 60'
Produzione/Production: Filmare srl
Produttore/Producer Lise: Antonio Russi
Sceneggiatura/Screenplay: Valentina D'Amico
Montaggio/Editing: Ivan Verardo
Fotografia/Cinematography: Salvatore Bello
Sound Editor: Vittorio Amodio
Musica/Music: Yo Yo Mundi-Angelo Losasso
Cast: Alessandro Langiu
Distribuzione/Distribution:
Valentina D'Amico
Sinossi / Synopsis
A Taranto ci sono donne combattive (mogli, madri, lavoratrici) che vogliono spezzare il bastone dell'illegalità e dell'arroganza. Vogliono mettere fine all'impunità che mortifica la propria dignit&agarve;, uccide i propri mariti e i propri figli, mina la propria salute.
Donne che si ribellano, oggi, contro quella che a Taranto e per Taranto è stata da sempre considerata una salvezza, da qualche tempo il peggiore dei mali. L'Ilva.
A large steelworks in Taranto and its present made up of a devastating environmental impact and industrial fatalities. La Svolta follows a group of women in their rebellion against a system which is now institutionalized.
Note di regia / Director's Statement
"Ecco cosa mi ha spinto ad occuparmi di Taranto, dell'Ilva. Da qualunque direzione ci si avvicini, ci si imbatte in una città violentata. Imponenti strutture industriali sbuffano fumi di tutti i colori che soffocano quartieri, bruciano palazzi, raschiano polmoni. Taranto non èsolo l'Ilva certo. È anche Eni, Cementir, Sidercomit...In nome dello sviluppo si è annientata una città, il suo ambiente, i suoi abitanti, la loro salute. Perch&ecute; allora prendersela solo con l'Ilva? Perché per anni l'Ilva èstata, ed è tutt'ora, Taranto. Grazie all'Ilva un terzo della popolazione adulta ha trovato lavoro e la metà delle famiglie ha potuto così campare anche nei periodi di crisi più nera. Grazie all'Ilva, alle elargizioni in danaro del gruppo Riva, la città gode di qualche opera pubblica in più. Ma l'Ilva è anche il condensato del cinismo imprenditoriale, della negatività di un sistema che antepone i profitti alla stessa vita umana. L'Ilva vanta il primato delle morti sul lavoro in Italia (43 dal 1995 ad oggi) e il primato italiano di inquinamento da diossina (il 92% del totale, l'8% in Europa). I morti per tumore a Taranto aumentano vertiginosamente. Miopi, operai e famiglie per necessità, politici e amministratori di turno per opportunità, si risvegliano oggi in una città di morti che camminano e che piangono i morti ammazzati nello stabilimento. Il patron dell'Ilva, Emilio Riva da sempre dichiara: "Le morti sul lavoro sono fisiologiche". Se oggi tutti conoscono la tragedia dei sette operai arsi vivi nell'officina della ThyssenKrupp a Torino, troppo pochi conoscono la vicenda dei 180 operai morti (tanti dalla prima apertura dei cancelli nel 1961) e della devastazione ambientale provocati dal terzo stabilimento siderurgico del mondo. Perch´? Perché siamo al Sud e al Sud tutto è lecito? Nel 2005 un analogo stabilimento di produzione dell'acciaio è stato fatto chiudere a Genova. E Taranto? A Taranto la maggioranza della popolazione non vuole la chiusura dello stabilimento. È comprensibile. Si vuole, però, parafrasando il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che "La fabbrica, la grande fabbrica" che "sembra essersi rovesciata contro le attese e le speranze di una intera comunità" torni o cominci finalmente ad "essere il suo polmone produttivo, simbolo e vita della città". Ecco, per questo vorrei dare il mio contributo."


Valentina D'Amico
Anno di Nascita/Date of Birth: 1974
Paese/Country: Italy
Biografia/Biography
Giornalista professionista, freelance. Tra le collaborazioni: Report Rai 3, Il Sole 24 Ore, Il Fatto Quotidiano. Ha scritto su Repubblica di Bari e Nuovo Quotidiano di Puglia; ha lavorato come radio giornalista a Radio Popolare Salento emittente locale del Network della storica Radio Popolare di Milano per cui ha lavorato come corrispondente; è stata direttore responsabile de L'Impaziente, periodico salentino di inchiesta e controinformazione. Ha realizzato e prodotto la video inchiesta "Morire di banca" sulla difficoltà di accesso al credito bancario come causa principale del ricorso all'usura con testimonianze dirette delle vittime; un video sulle extraordinary rendition con la testimonianza di Ruhal Ahmed, cittadino britannico di origine pakistana, rinchiuso a Guantanamo; un documentario storico, "1940-1945. Gli anni della memoria", con interviste ai reduci della seconda guerra mondiale e riprese d'archivio, per il comune di Presicce (Le) e distribuito nelle biblioteche della Provincia di Lecce.
Festival
Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica di Venezia 2010


































