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The Limits of Control

Jim Jarmusch, USA/Japan, 2009, 35mm, 116'

mer 15 sett, h. 20.15, Teatro Dal Verme
sab 18 sett, h. 11.00, Teatro Strehler




Regista/Director: Jim Jarmusch
Paese/Country: Usa/Japan
Anno/Year: 2009
Formato/Format: 35mm
Durata/Running Time: 116'
Produzione/Production: Focus Features
Produttore/Producer Lise: Stacey Smith, Gretchen McGowan
Sceneggiatura/Screenplay: Jim Jarmusch
Montaggio/Editing: Jay Rabinowitz
Fotografia/Cinematography: Christopher Doyle
Musica/Music: Jay Rabinowitz
Cast: Isaach de Bankolé Alex Descas, Youki Kudoh, Bill Murray, Tilda Swinton, Gael Garcia Bernal
Distribuzione/Distribution: Focus features


Sinossi / Synopsis

Un silenzioso killer di colore viaggia attraverso la Spagna, da Madrid ad Almeria, per un incarico che non è reso noto. La sua permanenza è scandita da azioni che si ripetono sempre uguali, sempre oscure, segnate dall'incontro con strane figure senza nome - come una provocante ispanica sempre nuda, o un'algida bionda - che intavolano profonde teorie sulla vita (e sul cinema), per poi scambiare con l'uomo una scatola di fiammiferi, da cui estrae un biglietto con un codice cifrato che poi ingoia. Più il vagabondaggio prosegue, più l'uomo si avvicina alla radice del crimine. JJ porta alle estreme conseguenze il suo lavoro di astrazione sul tempo e sul significato delle azioni. Tutti gli elementi che nel cinema (e nella vita) servono a portare avanti le storie sono ribaltati: le azioni si ripetono con una loro anti-logica (che è diverso dal dire senza logica), e per quanto sia impossibile ricavarne un significato immediato, il solitario killer è sicuro, fermo, quasi tranquillo. Bisogna varcare i limiti del controllo per raggiungere la verità, pare suggerire, ma potrebbe anche valere il contrario. No, non si può accedere a The Limits of Control cercando di spiegarne il filo narrativo. Occorre viverlo come esperienza totale, sconvolgente e inedita per chi dispone il cuore e la mente nel modo giusto. Per raggiungere questo stato simile a un karma - che richiama la paradossale serenità con cui Ghost Dog e Dead Man vanno incontro alla morte - JJ rende ancora più estremi i suoi tratti stilistici: una colonna sonora inquietante e space-rock, la straordinaria fotografia di Christopher Doyle (abituale collaboratore di Wong Kar-wai) e la presenza di scenografie destabilizzanti, dove si compenetrano sempre elementi di grande contrasto, rendendo impossibile separare l'ingresso e l'uscita degli spazi, l'inizio e la fine, la luce e il giorno. In Italia il film è stato mirabilmente oscurato, ma nel resto del mondo ha scatenato aspre discussioni tra la critica. Come sostiene il critico Nigel Andrews del Financial Times, "bisogna scegliere se stare da una parte o dall'altra. Guardatelo, giudicate voi stessi. Se è spazzatura senza storia progettata per infiammare le pagine dei giornali. O se è il futuro del cinema, e Jarmusch ci è arrivato prima di noi".




Jim Jarmusch
Anno di Nascita/Date of Birth: 1953
Paese/Country: USA

Festival/Festivals
London Film Festival 2009, San Sebastian Film Festival 2009, International Film and Music Festival Küstendorf 2010, Singapore International Film Festival 2010, Stockholm International Film Festival 2009, Karlovy Vary International Film Festival 2010, Vilnius International Film Festival 2010