Vik Utopia. L'omicidio di Vittorio Arrigoni![]()
Anna Maria Selini /
ITA /
2012 /
DvCam /
52
| ||
DETTAGLI
|
PASSAGGI
CONDIVIDISINOSSI
Vittorio Arrigoni, attivista, scudo umano per scelta, giornalista suo malgrado, viene ucciso a Gaza il 15 aprile 2011. Perché proprio lui, si chiede il film? Lui, che a Gaza era arrivato nel 2008 al termine di “un cammino esistenziale” che l’aveva portato a condividere il destino della gente di Gaza anche durante Piombo Fuso. L’autrice ne traccia un ritratto vivido e ripercorre le drammatiche ore del sequestro, l’agghiacciante rivelazione della morte, il blitz compiuto di lì a poco dalle forze di sicurezza, fino al processo - incapace finora di restituire alcuna verità. Mentre le istituzioni italiane si tenevano a distanza di sicurezza.
|
REGISTA![]() Giornalista professionista, freelance e videomaker. Ha collaborato, tra le altre cose, con Rai Storia, Rainews, Rai Educational, Current tv, Repubblica.it e L'Unità. Nel 2006 ha vinto il Premio Ischia per essersi classificata prima all'esame di Stato. Specializzata in aree di crisi è stata in Kosovo e Libano e ha realizzato reportage in Tunisia, Cuba, Israele, Cisgiordania e nella Striscia di Gaza. Tra questi "Gaza guerra all'informazione", vincitore di numerosi festival e finalista al Premio Ilaria Alpi 2010. FILMOGRAFIA REGISTA
NOTE DI REGIA
"Ho conosciuto Vittorio Arrigoni nel 2009 e subito mi è sembrata una persona eccezionale, fuori dal comune. Una specie di creatura letteraria d'altri tempi, che qualcuno ha definito un Don Chisciotte, chi il Che Guevara italiano, chi l'ultimo dei romantici. Semplicemente era un uomo che ha scelto di lasciare tutto per cercare di mettere in pratica i propri ideali. Utopia - come si faceva chiamare su Internet - che si trasforma in realtà, traducendo in fatti concreti quello che per molti sono solo belle parole. E' per questo che ho sentito il bisogno di raccontarlo ed è per questo, soprattutto, che Vittorio è stato ucciso, il 15 aprile del 2011, nella Striscia di Gaza. Era giusto ricordare quella che, prima di tutto, è stata e resta una grande lezione di vita. Anche nella disumanità più feroce, come ripeteva sempre Vittorio, RESTIAMO UMANI."
|