Tutti i vincitori di questa edizione

Tutti i vincitori di questa edizione

Best Feature Film Award

Per il coraggio della semplicità, la scrittura invisibile, la sincerità, il racconto di un amore senza romanticismo, perché sa parlare di sentimenti senza sentimentalismi. Infine, per l’ottima realizzazione del nulla, il premio del Concorso Internazionale Lungometraggi va a Denmark di Kasper Rune Larsen.

 

Best Feature Film Award – Special Mention

Per la grazia e la delicatezza con cui è riuscita a parlarci di Libertà, pur avendo scelto di raccontarci il tragico destino delle spose bambine nella società rurale del Vietnam dell’800, educate a compiacere e a procreare in una condizione di ovattata, inscalfibile schiavitù la giuria conferisce una menzione speciale a The Third Wife di Ash Mayfair.

 

Best Short Film Award

Spesso, soprattutto nei cortometraggi, si vedono delle scelte di stile molto spettacolari, che non sempre però si rivelano utili all’impianto narrativo. In questo caso, invece, tutto è in funzione della storia: dalla regia, statica e grandangolare, alla scenografia, perfetta nel sottolineare in maniera ironica le grottesche contraddizioni interne al contesto familiare, fino alla recitazione e la sceneggiatura, volutamente semplice e costellata di esilaranti silenzi. Il premio del Concorso Internazionale Cortometraggi va a Second Best di Alyssa McClelland.

 

Best Short Film Award – Special Mentions

Per l’originalità della storia, sicuramente. Ma non solo. Perché non basta immaginarsi una famiglia indiana alle prese con un gallo per essere divertenti. Questa è la folle idea alla base del cortometraggio, ma da premiare sono soprattutto i dialoghi, il montaggio, la scelta del mockumentary come struttura, spesso abusata ma in questo caso necessaria ed estremamente funzionale. La menzione speciale della giuria va a Tungrus di Rishi Chandna.

Per tanti motivi, per la regia, la scrittura e la direzione degli attori, sempre complicata con attori adolescenti, ma soprattutto per la capacità di raccontare senza alcuna retorica e in maniera originale, un tema inflazionato come quello del bullismo. La seconda menzione speciale della giuria va a Aquathlon di Alexey Shabarov.

 

Digital Award powered by CHILI

CHILI da anni da risalto non solo al grande cinema, ma anche alle produzioni indipendenti, al cosiddetto ‘cinema delle storie’ e per questo motivo ha scelto di assegnare il Digital Award a The Mercy of the Jungle di Joël Karekezi, una storia potente mai raccontata sul grande schermo.

 

Aprile Award, Best Feature Film

Per l’altissima qualità della realizzazione tecnica (sorprendente in un film di diploma) unita a un’intelligente rivisitazione dei luoghi topici dell’horror. Per il carattere indipendente e non banalmente indie del film – iconoclasta ma mai pretenzioso – il premio Aprile per il miglior lungometraggio va a LUZ di Tilman Singer.

 

Aprile Award, Best Short Film

Una commedia che sa affrontare a ritmo di jazz le molte fragilità nascoste del mondo maschile, che raramente vengono sottolineate e che invece dovremmo sempre tenere in considerazione, oggi più che mai. Per il ritratto ironico e pungente di una situazione quanto mai attuale, la doppia crisi della mascolinità e della figura paterna, il premio Aprile per il concorso cortometraggi va a PALOOKAVILLE di Sem Bucman e Pim Algoed.

 

Audience Award powered by HotCorn,

Best Feature Film: Thunder Road di Jim Cummings.

Best Short Film: Tracing Addai di Esther Niemeier.

 

Staff Award

Al cortometraggio che ha saputo commuoverci portando con delicatezza sullo schermo l’amicizia inaspettata di due giovani rifugiati attraverso un intimo viaggio verso la libertà, consegniamo il premio dello staff al cortometraggio Hamama & Caluna di Andreas Muggli.