Concorso Internazionale Lungometraggi

Concorso Internazionale Lungometraggi

Il Concorso Internazionale Lungometraggi, aperto a opere prime e seconde, è composto da 7 titoli, presentati tutti in anteprima italiana.

Tema che accomuna tutte le opere selezionate è il cambiamento, inteso innanzitutto come crescita, “coming of age”, quindi come passaggio all’età adulta, ma anche come cambiamento mentale o di stato sociale, rappresentato con un mix inatteso di generi cinematografici. Fin dall’americano Swallow di Carlo Mirabella-Davis che usa thriller e horror per accompagnare l’ossessione della protagonista – Haley Bennett, premiata per l’interpretazione in questo film al Tribeca Film Festival 2019 – nell’ingerire oggetti. Diventata ricca dopo il matrimonio, la sua mania diventa metafora e critica del benessere americano: la scalata sociale può essere un incubo. Al secondo film, dopo il cult The Giant (2016), Johannes Nyholm con Koko-di Koko-da tocca il tema del lutto – la perdita di una figlia per una coppia – risolvendolo con la figura della ripetizione e del paradosso, in un film tanto onirico quanto toccante. Inquietante è poi il percorso raccontato in A Certain Kind of Silence del ceco Michal Hogenauer dove, partendo da fatti reali, una ragazza finisce inconsapevole in una setta ultra-ortodossa, con effetti da distopia. Diversa l’adolescenza della giovane protagonista di The Sharks di Lucía Garibaldi, dove l’innocenza si perde in modi più solari. Con Guerilla di György Mór Kárpáti si va in mezzo alla guerra civile ungherese, nel 1849, tra i tormenti della gioventù e di una vita in comune in sospeso. In O Fim do Mundo del portoghese Basil Da Cunha la periferia di Lisbona è il teatro di una storia di formazione violenta, ma corale. Più solare, vintage e malinconico, è il rito di passaggio di gruppo nel coloratissimo e musicale Ham on Rye dell’americano Tyler Taormina.

La giuria del Concorso Internazionale Lungometraggi che valuterà gli 7 titoli è composta da: Margherita Buy (Maledetto il giorno che t’ho incontrato, Le fate ignoranti, I giorni dell’abbandono, Viaggio sola) detentrice del record di vittorie, tra le protagoniste femminili, di David di Donatello (16 candidature, 7 vittorie) e Nastri d’Argento (14 candidature, 8 vittorie), oltre a numerosi riconoscimenti internazionali; Hannah Woodhead, Associate Editor della rivista cinematografica britannica “Little White Lies”, collaboratrice per “BBC”, “The Guardian” e “Dazed”, e inviata nei maggiori festival cinematografici internazionali; e, infine, Maurizio Braucci, scrittore e sceneggiatore napoletano, coautore – tra gli altri – di Gomorra di Matteo Garrone (Grand Prix Cannes 2008), Napoli, Napoli, Napoli di Abel Ferrara (2008), Anime nere di Francesco Munzi (David di Donatello Migliore sceneggiatura 2014), La paranza dei bambini di Claudio Giovannesi (Orso d’Argento Miglior Sceneggiatura 2018), e Martin Eden di Pietro Marcello (2018) recentemente in concorso a Venezia76.