Concorso Internazionale Cortometraggi

Da ventiquattro anni il Concorso Internazionale Cortometraggi racconta lo stato dell’arte della forma breve. Quest’anno, una selezione multiforme – nessuna limitazione di genere, più di trenta i paesi di provenienza dei film – per 41 opere che rappresentano altrettanti volti possibili del cinema.
A fare da viatico ai giovani autori (tutti under 40), apre il concorso Nimic, il nuovo corto del maestro dello spaesamento Yorgos Lanthimos, presentato in anteprima italiana fuori concorso.
Sebbene lontana da una costruzione tematica, la selezione ad ogni edizione lascia tracce di un discorso comune, che matura dopo qualche giorno di decantazione. Quest’anno il concorso ci parla di utopie per realisti, di una fantasia che migliora la realtà – con una buona dose di pragmatismo.
Nel venezuelano Mermaid Island si prende il mare per scappare da un destino di prostituzione e miseria, a vele spiegate verso una mitologica isola abitata dalle Sirene.
In All on a Mardi Gras Day si combatte la gentrificazione di New Orleans cucendo abiti spettacolari, rispondendo all’emarginazione con una scintillante danza di perline.
E quando la regista di Mensch Machine Or Putting Parts Together chiede in regalo un nuovo sintetizzatore ma riceve un robot da cucina, si mette a montare vecchi footage e remixare i suoni del robot, imbastendo una riflessione audiovisiva su corpo e dispositivo, domestico e artistico, identità di genere.
In amore, la solitudine di Woman Without a Child si trasforma in perfetto equilibrio grazie alle fantasticherie sul giovane inquilino, e i problemi di coppia di Toomas Beneath the Valley of the Wild Wolves si risolvono solo all’avverarsi dell’assurdo.
La sfida più grande è comunque quella con la morte e Your Last Day on Earth tenta il tutto per tutto.
Un uomo con la testa di volpe torna indietro nel tempo per salvare la sua fidanzata prima che muoia, ma a volte l’utopia ha vita poco facile e il business dei viaggi organizzati ci si mette di mezzo.
D’altronde, l’utopia è morta, viva l’utopia!