Other Natures

Non esiste un solo modo per mostrare l’ambiente al cinema nel documentario: frontale, didascalico, di indagine, spettacolare. Nulla di sbagliato in quel genere, e ne abbiamo proiettati vari, ma quest’anno apriamo un’indagine che nella rassegna Other Natures cerca modi diversi di esplorare l’argomento. Una scelta di titoli in anteprima italiana dove l’impronta del regista è il primo modo di cambiare la narrazione: l’occhio dell’artista vince sull’informazione. Al centro, Cemetery di Carlos Casas (ospite MFF 2011), artista e filmmaker spagnolo protagonista di una masterclass, che nel suo film, partendo dalla leggenda del cimitero degli elefanti, indaga un intero immaginario della natura legandolo alla vicenda di un ideale ultimo elefante. In Earth di Nykolaus Geyrhalter (retrospettiva MFF 2016), il documentarista austriaco continua a osservare i paradossi della civiltà, seguendo chi smuove la terra nelle miniere del mondo. Un’immagine chiara della natura dell’Antropocene in cui viviamo: l’uomo è il primo fattore di cambiamento della Terra. Infine, Ghost Strata di Ben Rivers (retrospettiva MFF 2013), artista e filmmaker inglese che con il consueto intuito picaresco prende appunti cinematografi ci sul tempo, la natura e il modo in cui le nostre tracce la sbilanciano. Tre titoli che danno il segno di un’idea. Il cinema è un’occasione, più che per pensare all’ambiente, per vederci con occhi nuovi, grazie alla visione.