The Outsiders

Il fuori concorso del Milano Film Festival, The Outsiders, propone film, molti in anteprima italiana, di autori spesso noti, ma ingiustamente invisibili nelle sale, nuove scommesse, storie che ci affascinano. Ad aprire la sezione, The Beach Bum di Harmony Korine con Matthew McConaughey nei panni del folle poeta Moondog. L’americano Korine, autore controverso e già al MFF con Mister Lonely (2007) e Trash Humpers (2008), firma la sua opera più scanzonata, ma non meno malinconica, tra le luci di Miami. In formato breve Nimic, l’ultimo film del maestro dello straniamento Yorgos Lanthimos, un racconto circolare con protagonista Matt Dillon che, seguito dall’occhio grandangolare del maestro greco, entra in un loop inquetante, uno scambio di identità in cui cambia tutto e, insieme, non cambia niente («nimic» in rumeno). Nel segno di un’estetica da videogame vintage è invece We are Little Zombies, esordio di Makoto Nagahisa che stravolge un tema difficile come il lutto nell’infanzia: rimanere senza genitori non è così dura, se si ha il coraggio di formare una band per conquistare il mondo. In American Mirror il regista Arthur Balder porta su grande schermo la sua teoria sulla poetica
dell’arte cinematografica, ricreando un insieme di memorie sensoriali d’artista in un documentario dallo schema narrativo non lineare, impegnativo e intrigante. Dall’Inghilterra arriva The Souvenir di Joanna Hogg, ambientato negli anni ’80, che segna la maturità travolgente di una regista nel dipingere famiglia e primi amori, con una madre e figlia d’eccezione nel cast: Tilda Swinton e Honor Swinton Byrne al suo esordio. Due film tracciano l’elaborazione e l’evoluzione del desiderio. Il primo è Searching Eva di Pia Hellenthal, al Festival in collaborazione con VICE Italia, ritratto dell’atipica sexworker e artista Eva Collé, brillante riflessione sui social media e l’identità. Il secondo esplora un’icona: Cercando Valentina – Il mondo di Guido Crepax di Giancarlo Soldi, in cui si scopre la nascita, in una Milano anni ’60 internazionale, di una ragazza che ha cambiato erotismo e fumetto. Altri due titoli, infine, dialogano con il tema del Concorso Internazionale Lungometraggi, segnato dalla rilettura dei generi cinematografici: il primo è di un maestro del cinema giapponese, Takashi Miike, che in First Love mescola noir e commedia in modo esplosivo, il secondo del portoghese João Nicolau, oggi autore riconosciuto e al MFF con il suo esordio Rapace (2006), che in Technoboss, toccando il tasto della commedia musicale, racconta la storia di Luís Rovisco (Miguel Lobo Antunes), scatenato e stralunato Peter Pan over 60.