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Retrospettiva - The Imaginarium of Doctor Gilliam
Looking for Brazil


Chi avesse voglia di leggersi un bel libro sul cinema, di quelli diversi dal solito, non accademici e verbosi, può recuperare The Battle of Brazil di Jack Mathews (Applause Theatre Book, 1998); in copertina campeggia la sensazionalistica frase: "la più spettacolare e sanguinaria battaglia nella storia di Hollywood". Un po' è vero: Brazil è una delle storie produttive più incredibili della storia del cinema, uno di quei casi in cui la storia di come si è fatto il film supera il contenuto del film stesso.
Di Brazil esistono 3 versioni.
La prima, quella voluta da Terry Gilliam, durava 142 minuti. Fu ritenuta troppo lunga e irrisolta dal boss della Universal Sheinberg, che bloccò l'uscita del film nelle sale americane e chiese a Gilliam di cambiare il finale.
La seconda, è uno scempio di 93 minuti, un altro film, una storia d'amore e basta sullo sfondo di una società apocalittica. L'opposto di quello che era Brazil, per come Gilliam l'aveva inteso.
Fu fortemente voluta da Sheinberg, che però dovette inchinarsi alle pressioni incredibili di tutta la produzione, e di Gilliam in persona, che cominciò ad organizzare proiezioni clandestine in Canada su richiesta per i critici.
Il film ricevette elogi entusiastici da parte della critica americana, e divenne il caso: un film di cui si parlava tantissimo, ma che negli States non era stato ancora visto.
La terza versione durava 132 minuti, era scorciata di qualche scena e aveva il finale fortemente voluto da Sheinberg. Nelle sale italiane, dove il film fu un modesto flop, venne distribuita la terza versione.
Terry Gilliam ha in realtà rimontato il film come l'avrebbe voluto, in una quarta versione che è però diversa dalla prima. Il director's cut è da qualche anno disponibile in dvd, ma il dubbio sulla correttezza filologica di questa versione rimane. Qual è il vero Brazil?
Poteva chiudersi lì, la ricerca del Brazil perfetto, sulla diversità di versioni.
E invece, il lavoro di chi programma una retrospettiva completa su Gilliam, pone altri problemi.
Dov'è Brazil?
Le copie dell'epoca macerate, bruciate, salvate solo da qualche collezionista astuto quanto irraggiungibile. Le cineteche mondiali che registrano questo incolmabile "buco" nei loro sterminati archivi.
Avete Brazil? No, o forse sì. Controlliamo. Vi faremo sapere. No, non ce l'abbiamo.
Le grandi distribuzioni che non sanno dove cercare. Distribuiscono il film, ma non sanno dov'è. Chiedete a Londra, Los Angeles, New York, Parigi. No, non ce l'hanno nemmeno lì.
Da qualche parte c'è, sottotitolato in idiomi inaccessibili. Ma di quale versione si parla? No, veramente non sapevamo ne esistesse più d'una...
Il reperimento della copia di Brazil sembra portarsi dietro tutte le sfortune, gli accidenti incredibili e gli avvenimenti impensabili che caratterizzano tutte le storie dei film di Gilliam. E come in un film di Gilliam, la chiusura di una porta ne apre altre dieci, senza trovare risposta...
Tuttavia, è la parte più emozionante, più appassionante di chi fa questo lavoro, e di chi segue con interesse la vicenda, come fosse la ricerca di un codice antico appartenuto a chissà quale grande personaggio storico...
I lavori di ricerca sono in corso, aperti a ogni suggerimento e proposta. Sarete aggiornati.
Intanto, vi raccomandiamo, se non aveste la pazienza (e l'inglese) sufficienti per leggere il libro, di venire al Milano Film Festival a vedere il documentario tratto dal testo, The Battle of Brazil: a video history, che in un'ora condensa gli avvenimenti e che è solo una delle chicche in programma.
Banditi del tempo, plastiche facciali e mulini a vento


L'immaginario del signor Gilliam è fuori dal comune.
Non basta un film per avvicinarlo. Non lo si può possedere.
Forse una retrospettiva anti-convenzionale, impura, che mescola i film fatti con i film che parlano del loro farsi, una retrospettiva che salta da una serie televisiva a un commercial sovvertendo il concetto di cronologia mainstream del cinema.
O forse, una retrospettiva che può solo aprire altre porte. Allora è meglio perdersi del tutto. Farsi capovolgere.
Chi è il dottor Gilliam
Genio folle e visionario, Terry Gilliam ha una storia unica e complessa nel panorama cinematografico internazionale.
Nato come illustratore, ha fatto lo sceneggiatore per la televisione, realizzato animazioni, recitato, è una delle colonne storiche dei
Monty Python, ha diretto una quindicina di film, capolavori squilibrati che brillano di imperfezione.
Da Brazil a The Brothers Grimm, Terry Gilliam ha attraversato tutti i generi senza mai aderirvi, interpretando regole e codici della fiaba, del thriller, dell'apocalittico, alla sua maniera.
La sua carriera è sempre stata contrappuntata da difficoltà produttive singolari, spesso dipendenti dalla necessità di essere "indipendente", "fuori dagli schemi", "incasellabile". Moderno don Chisciotte, Terry Gilliam è un combattente del cinema, spesso ostacolato da cause ed eventi più grandi di ogni previsione, come viene documentato molto bene in Lost in la mancha, o come accade oggi che la prematura scomparsa di Heath Ledger gli impedisce di proseguire la sua ultima opera.
Milano Film Festival propone una retrospettiva-evento sul genio Gilliam. Non solo tutta la filmografia, comprese le opere mai distribuite in Italia, come Jabberwocky, capolavoro invisibile. Una mostra dei suoi lavori grafici, dagli esordi ai bozzetti di scena per i suoi ultimi film, oltre ad un focus sulla produzione televisiva dei Monty Python, e ai "scelti da me" - i film che sono stati determinanti per la sua formazione cinematografica.
Terry Gilliam sarà invitato a presentare i suoi film personalmente, e sarà libero di creare un percorso filologico all'interno delle sue opere, creando il suo programma ad hoc. Per superare l'idea di "filmografia in rassegna", e fornire un ritratto più fedele possibile della labirintica genialità dell'autore.
Programma
Regie
- Storytime, di Terry Gilliam, UK, 1968, 9'
- The Miracle of Flight, di Terry Gilliam, UK, 1974, 4'
- Jabberwocky, di Terry Gilliam, UK, 1977, 105'
- Time Bandits, di Terry Gilliam, UK, 1981, 116'
- The Crimson Permanent Assurance, di Terry Gilliam, UK, 1983, 16'
- Brazil, di Terry Gilliam, UK, 1985, 132'
- The Adventures of Baron Munchausen, di Terry Gilliam, UK/Germania Ovest, 1988, 126'
- The Fisher King, di Terry Gilliam, USA, 1991, 137'
- Twelve Monkeys, di Terry Gilliam, USA, 1995, 129'
- Fear and Loathing in Las Vegas, di Terry Gilliam, USA, 1998, 118'
- The Brothers Grimm, di Terry Gilliam, UK/Czech Republic/USA, 2005, 118'
- Tideland, di Terry Gilliam, UK/Canada, 120'
Lost in La Mancha
Fiabe mancate e altre avventure
- Lost in La Mancha, di Keith Fulton and Louis Pepe, UK/USA, 2003, 93'
- Cry of the Banshee, UK, 1971, 3' (opening titles by Terry Gilliam)
- The Battle of Brazil, di Jack Mathews, USA, 1996, 60'
- The Last Machine (BBC2 show), di Richard Curson Smith, UK, 1995, 5x40'
- The Hamster Factor and Other Tales of Twelve Monkeys, di Keith Fulton and Louis Pepe, USA, 1997, 88'
Molti Pythons
- And Now For Something Completely Different, di Ian MacNaughton, UK, 1971, 88'
Monty Python's Fliegender Zirkus, di Ian MacNaughton, UK/Germania Ovest, 1971, 90' (2x45’)
- Monty Python and the Holy Grail, di Terry Jones and Terry Gilliam, UK, 1975, 91'
- Monty Python's Life of Brian, di Terry Jones, UK, 1979, 95'
- Monty Python live at the Hollywood Bowl, di Terry Hughes and Ian MacNaughton, UK, 1982, 77'
- Monty Python's The Meaning of Life, di Terry Jones and Terry Gilliam, UK, 1983, 113'
Maratona notturna: gli episodi migliori del Monty Python's Flying Circus.
Looking for Brazil
Chi avesse voglia di leggersi un bel libro sul cinema, di quelli diversi dal solito, non accademici e verbosi, può recuperare The Battle of Brazil di Jack Mathews (Applause Theatre Book, 1998); in copertina campeggia la sensazionalistica frase: "la più spettacolare e sanguinaria battaglia nella storia di Hollywood". Un po' è vero: Brazil è una delle storie produttive più incredibili della storia del cinema, uno di quei casi in cui la storia di come si è fatto il film supera il contenuto del film stesso.
Di Brazil esistono 3 versioni.
La prima, quella voluta da Terry Gilliam, durava 142 minuti. Fu ritenuta troppo lunga e irrisolta dal boss della Universal Sheinberg, che bloccò l'uscita del film nelle sale americane e chiese a Gilliam di cambiare il finale.
La seconda, è uno scempio di 93 minuti, un altro film, una storia d'amore e basta sullo sfondo di una società apocalittica. L'opposto di quello che era Brazil, per come Gilliam l'aveva inteso.
Fu fortemente voluta da Sheinberg, che però dovette inchinarsi alle pressioni incredibili di tutta la produzione, e di Gilliam in persona, che cominciò ad organizzare proiezioni clandestine in Canada su richiesta per i critici.
Il film ricevette elogi entusiastici da parte della critica americana, e divenne il caso: un film di cui si parlava tantissimo, ma che negli States non era stato ancora visto.
La terza versione durava 132 minuti, era scorciata di qualche scena e aveva il finale fortemente voluto da Sheinberg. Nelle sale italiane, dove il film fu un modesto flop, venne distribuita la terza versione.
Terry Gilliam ha in realtà rimontato il film come l'avrebbe voluto, in una quarta versione che è però diversa dalla prima. Il director's cut è da qualche anno disponibile in dvd, ma il dubbio sulla correttezza filologica di questa versione rimane. Qual è il vero Brazil?
Poteva chiudersi lì, la ricerca del Brazil perfetto, sulla diversità di versioni.
E invece, il lavoro di chi programma una retrospettiva completa su Gilliam, pone altri problemi.
Dov'è Brazil?
Le copie dell'epoca macerate, bruciate, salvate solo da qualche collezionista astuto quanto irraggiungibile. Le cineteche mondiali che registrano questo incolmabile "buco" nei loro sterminati archivi.
Avete Brazil? No, o forse sì. Controlliamo. Vi faremo sapere. No, non ce l'abbiamo.
Le grandi distribuzioni che non sanno dove cercare. Distribuiscono il film, ma non sanno dov'è. Chiedete a Londra, Los Angeles, New York, Parigi. No, non ce l'hanno nemmeno lì.
Da qualche parte c'è, sottotitolato in idiomi inaccessibili. Ma di quale versione si parla? No, veramente non sapevamo ne esistesse più d'una...
Il reperimento della copia di Brazil sembra portarsi dietro tutte le sfortune, gli accidenti incredibili e gli avvenimenti impensabili che caratterizzano tutte le storie dei film di Gilliam. E come in un film di Gilliam, la chiusura di una porta ne apre altre dieci, senza trovare risposta...
Tuttavia, è la parte più emozionante, più appassionante di chi fa questo lavoro, e di chi segue con interesse la vicenda, come fosse la ricerca di un codice antico appartenuto a chissà quale grande personaggio storico...
I lavori di ricerca sono in corso, aperti a ogni suggerimento e proposta. Sarete aggiornati.
Intanto, vi raccomandiamo, se non aveste la pazienza (e l'inglese) sufficienti per leggere il libro, di venire al Milano Film Festival a vedere il documentario tratto dal testo, The Battle of Brazil: a video history, che in un'ora condensa gli avvenimenti e che è solo una delle chicche in programma.
Banditi del tempo, plastiche facciali e mulini a vento


L'immaginario del signor Gilliam è fuori dal comune.
Non basta un film per avvicinarlo. Non lo si può possedere.
Forse una retrospettiva anti-convenzionale, impura, che mescola i film fatti con i film che parlano del loro farsi, una retrospettiva che salta da una serie televisiva a un commercial sovvertendo il concetto di cronologia mainstream del cinema.
O forse, una retrospettiva che può solo aprire altre porte. Allora è meglio perdersi del tutto. Farsi capovolgere.
Chi è il dottor Gilliam
Genio folle e visionario, Terry Gilliam ha una storia unica e complessa nel panorama cinematografico internazionale.
Nato come illustratore, ha fatto lo sceneggiatore per la televisione, realizzato animazioni, recitato, è una delle colonne storiche dei
Monty Python, ha diretto una quindicina di film, capolavori squilibrati che brillano di imperfezione.
Da Brazil a The Brothers Grimm, Terry Gilliam ha attraversato tutti i generi senza mai aderirvi, interpretando regole e codici della fiaba, del thriller, dell'apocalittico, alla sua maniera.
La sua carriera è sempre stata contrappuntata da difficoltà produttive singolari, spesso dipendenti dalla necessità di essere "indipendente", "fuori dagli schemi", "incasellabile". Moderno don Chisciotte, Terry Gilliam è un combattente del cinema, spesso ostacolato da cause ed eventi più grandi di ogni previsione, come viene documentato molto bene in Lost in la mancha, o come accade oggi che la prematura scomparsa di Heath Ledger gli impedisce di proseguire la sua ultima opera.
Milano Film Festival propone una retrospettiva-evento sul genio Gilliam. Non solo tutta la filmografia, comprese le opere mai distribuite in Italia, come Jabberwocky, capolavoro invisibile. Una mostra dei suoi lavori grafici, dagli esordi ai bozzetti di scena per i suoi ultimi film, oltre ad un focus sulla produzione televisiva dei Monty Python, e ai "scelti da me" - i film che sono stati determinanti per la sua formazione cinematografica.
Terry Gilliam sarà invitato a presentare i suoi film personalmente, e sarà libero di creare un percorso filologico all'interno delle sue opere, creando il suo programma ad hoc. Per superare l'idea di "filmografia in rassegna", e fornire un ritratto più fedele possibile della labirintica genialità dell'autore.
Programma
Regie
- Storytime, di Terry Gilliam, UK, 1968, 9'
- The Miracle of Flight, di Terry Gilliam, UK, 1974, 4'
- Jabberwocky, di Terry Gilliam, UK, 1977, 105'
- Time Bandits, di Terry Gilliam, UK, 1981, 116'
- The Crimson Permanent Assurance, di Terry Gilliam, UK, 1983, 16'
- Brazil, di Terry Gilliam, UK, 1985, 132'
- The Adventures of Baron Munchausen, di Terry Gilliam, UK/Germania Ovest, 1988, 126'
- The Fisher King, di Terry Gilliam, USA, 1991, 137'
- Twelve Monkeys, di Terry Gilliam, USA, 1995, 129'
- Fear and Loathing in Las Vegas, di Terry Gilliam, USA, 1998, 118'
- The Brothers Grimm, di Terry Gilliam, UK/Czech Republic/USA, 2005, 118'
- Tideland, di Terry Gilliam, UK/Canada, 120'
Lost in La Mancha
Fiabe mancate e altre avventure
- Lost in La Mancha, di Keith Fulton and Louis Pepe, UK/USA, 2003, 93'
- Cry of the Banshee, UK, 1971, 3' (opening titles by Terry Gilliam)
- The Battle of Brazil, di Jack Mathews, USA, 1996, 60'
- The Last Machine (BBC2 show), di Richard Curson Smith, UK, 1995, 5x40'
- The Hamster Factor and Other Tales of Twelve Monkeys, di Keith Fulton and Louis Pepe, USA, 1997, 88'
Molti Pythons
- And Now For Something Completely Different, di Ian MacNaughton, UK, 1971, 88'
Monty Python's Fliegender Zirkus, di Ian MacNaughton, UK/Germania Ovest, 1971, 90' (2x45’)
- Monty Python and the Holy Grail, di Terry Jones and Terry Gilliam, UK, 1975, 91'
- Monty Python's Life of Brian, di Terry Jones, UK, 1979, 95'
- Monty Python live at the Hollywood Bowl, di Terry Hughes and Ian MacNaughton, UK, 1982, 77'
- Monty Python's The Meaning of Life, di Terry Jones and Terry Gilliam, UK, 1983, 113'
Maratona notturna: gli episodi migliori del Monty Python's Flying Circus.





