10-20 SETTEMBRE 2015
THE FESTIVAL CHALLENGE
Qualche mese fa abbiamo lanciato una sfida rivolta a frequentatori di festival cinematografici, organizzatori, direttori e tutti coloro che gravitano attorno a questo variegato mondo per disegnare insieme il festival cinematografico ideale attraverso la piattaforma di crowd consulting, Oxway.

Il challenge è durato 4 mesi, le proposte inviateci sono state 128 e il numero di iscritti alla sfida è di 212, a maggioranza EU e USA. Il numero di votazioni effettuate è pari a 1.794 e i minuti spesi nel challenge dai partecipanti attivi sono 2.361.
Il vincitore della sfida è il berlinese Dave Lojek, che sarà il Guest Artistic Director della ventunesima edizione del Milano Film Festival (Settembre 2016), 
I migliori 5 partecipanti formeranno invece il Guest Selection Committee, composto da Stefano Lari (Italia), Sigal Yona (Israele), Moises Granda (Regno Unito), Mariaelisa Fumagalli (Italia), Ebad Rahman (France) e coordinato da Dave Lojek (Germania).
 
Qual è il risultato del challenge?
Analizzando le proposte ricevute nella fase iniziale della sfida, emerge prepotente una linea: il festival di domani dovrebbe essere online.

Tale richiesta è trasversale e presente in un numero molto rilevante di proposte ed è stata valutata positivamente in sede di votazione.
 
Analisi dei singoli task:
 
TASK1: mission statement (la linea del festival)
Le proposte più votate chiedono festival aperti, luoghi di incontro per giovani filmmaker (o aspiranti filmmaker), per instaurare relazioni professionali con la comunità che ospita il festival e con il pubblico. La tendenza sembra prediligere festival fondati sull’appartenenza a un luogo (fatalmente: quello che ospita il festival) e sulla possibilità di scambiare opinioni, invece che su un tema o su una linea editoriale precisa.
 
TASK 2: guest ‘n events (ospiti ed eventi)
La linea che i partecipanti hanno tracciato in quest’area tematica potrebbe essere riassunta
in una parola: imprevedibilità. 
Le proposte più apprezzate partono dall’idea che non sia necessario “scimmiottare” i grandi festival, quindi: 
1) evitare la ricerca di ospiti vip 
2) immaginare eventiche siano integrati sia online, sia offline 
3) pensare a eventi che mettano in contatto i filmmaker con nuove possibilità produttive 
 
TASK 3: Partners
Dato comune di questo task, la necessità di avere partner eticamente esemplari.
La proposta più votata suggerisce una strategia che divide le sponsorizzazioni in 
1) amministrazioni e ONG
2) aziende
3) case di produzione e broadcasters
 
TASK 4: Unconventional venues (luoghi inconsueti in cui proiettare e incontrarsi)
Un’idea stacca le altre di netto: portare le proiezioni in luoghi privati, case, cortili, nelle periferie, così da caratterizzare il ruolo del festival in quanto catalizzatore di incontri e portatore di socialità in aree meno attive della città. Il riferimento all’online permea anche quest’area in maniera diffusa.
 
TASK 5: Media
Questo argomento è dominato dall’online, dai social media alle piattaforme di videostreaming.
Il festival di domani viene percepito come ubiquo e multipiattaforma, non più legato a una localizzazione fisica, bensì disponibile ovunque a chiunque sia interessato.
 
TASK 6: Services and accessibility (accessibilità e servizi)
Questo tema, pensato per permettere al challenge di fornire spunti e idee sui servizi aggiuntivi e sull’accessibilità del festival, ha dato ancora una volta una risposta unanime: il festival deve essere anche online e quindi accessibile ovunque.
 
TASK 7: anything else? open platform for crazy ideas (ovvero: varie ed eventuali)
Questa ultima voce, “varie ed eventuali”, consentiva agli utenti di avanzare proposte in piena libertà creativa.
Tra le proposte, segnaliamo le seguenti:
-rendere il premio un finanziamento per produrre una nuova opera
-aiutare le nuove generazioni di filmmaker
-promuovere il cinema attraverso cooperazione tra esercenti nel proiettare opere non note.
 
 
 
Se vuoi sapere come tutto è cominciato, clicca qui.
 
 
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