E' martedì.
Come ogni anno a questo punto siamo: stanchi, stonati, stupiti, soddisfatti. Ci ritroviamo la sera, intorno all'una di notte in Piazza al Parco Sempione, a commentare ciò è successo. Così ieri sera, durante l’affollata proiezione della maratona di corto
E' martedì.
Come ogni anno a questo punto siamo: stanchi, stonati, stupiti, soddisfatti. Ci ritroviamo la sera, intorno all'una di notte in Piazza al Parco Sempione, a commentare ciò è successo. Così ieri sera, durante l’affollata proiezione della maratona di cortometraggi d’animazione, controllavamo che tutto quello che doveva succedere, fosse successo: il film che si è bloccato dopo dieci minuti, il signore che ha sbagliato sala, l'ex collaboratore che non vediamo da anni e che ci è venuto a trovare, la proiezione che proprio non ce l'aspettavamo ma si è riempita in 5 minuti, il regista che si è perso nel Parco, quello che è rimasto fino alle 5 del mattino a far festa, quello che ci ha chiesto il traduttore e poi scopri che parla benissimo l'italiano, quello che ha visto i film degli altri, quello che ti ringrazia.
Intanto, alcuni ospiti sono partiti, e altri ne arriveranno, mentre una vorticosa serie di flash ci avvolge.
Randall Poster che ti assicura di voler tornare ogni anno perché per lui "questo è il festival dove si sente a casa", e poi scopri che da due anni ha adottato un bar in Zona Sempione dove dice "ci sia il miglior cappuccino del mondo".
Ben Rivers e Gianni Amelio al tavolo di un ristorante che parlano di passioni horror condivise, di Mario Bava e di quel film di Dario Argento di cui non troviamo il titolo in inglese.
Gabriele Salvatores che aspettando la proiezione di Kamikazen all’aperto ci dice che la cosa più bella sono quelli che passano, magari in bicicletta, si fermano per curiosità e guardando pochi minuti si immaginano il loro film.
Gli occhi felici di Maurizio Nichetti e del suo staff davanti al prodigio di colori che è il restauro, appena concluso, di Ladri di saponette.
La prorompente immagine di Sabrina Salerno in "Boys" che irrompe sul maxischermo alle 2 di notte, e ti ricordi che razza di estetica avevamo negli anni 80.
Sono passati 6 giorni, ne mancano 6. Tutto comincia adesso. Dobbiamo ancora accogliere una ventina di registi, da Silvio Soldini a Silvano Agosti, raccontarvi storie su Sergio Bonelli, Hristo Stoichkov, Caetano Veloso, Antony & The Johnsons, gli Lcd Soundsystem, il Polpo Paul.
Devono arrivare le giurie e vedere chi vincerà.
Deve arrivare la pioggia, prima o poi, a sbaragliare i piani di una serata (chissà quale).
Solo una cosa sappiamo. Che ci siete. Che lo stiamo facendo insieme, questo Festival. L'abbiamo visto, e ci basta questo. Il resto viene da sè, i problemi si risolvono, le soddisfazioni verranno inaspettate.
Le persone fanno la differenza: è il mantra 2012.
Alessandro Beretta e Vincenzo Rossini